L'Adriatico
è uno dei mari più pescosi del Mediterraneo, da qui
proviene oltre il 50% dell'intero pescato Italiano. Le specie più
abbondanti sono sicuramente quelle genericamente denominate "pesce
azzurro", tra cui sarde e alici (in Romagna sardoni), ma altrettanto
importanti sono le specie demersali (sogliole, triglie, mazzole, merluzzi,
seppie, calamari, mazzancolle, canocchie, ecc.) e i bivalvi tra cui
vongole (o poveracce) e mitili.
Le
principali tipologie di pesca attualmente in uso sono: volante, strascico
a divergenti, rapidi, turbosoffiante e attrezzi fissi (vedi alla nota
"cosa c'è sotto le boe"). A volante pescano normalmente
due barche in coppia che trainano un'unica rete; questa può
essere regolata per pescare a profondità diverse. Questa tecnica
è mirata alle risorse pelagiche (pesci che vivono nella colonna
d'acqua), tra cui il "pesce azzurro" ed è quella
più abbondante. Lo strascico a divergenti e i rapidi sono strumenti
che operano sul fondo, trascinati da una sola barca. Mentre la rete
a strascico cattura strisciando sul fondo e viene aperta da due divergenti,
grazie alla loro caratteristica forma idrodinamica; i rapidi sono
delle reti aventi una bocca rigida in ferro, sul cui lato inferiore
è applicato un rastrello che "pettina" il fondo.
Molto importante è anche la pesca delle poveracce, un tempo
effettuata con primitivi rastrelli a mano, dagli anni sessanta utilizzando
turbosoffianti (draghe idrauliche). Ogni barca trascina a marcia indietro
una draga (gabbia metallica, larga al massimo 3mt., pesante fino a
600 kg., dotata di slitte) che oltre ad esplicare l'azione dissotterrante
con una lama, utilizza anche un getto d'acqua di sfondamento. In questi
ultimi anni ha inoltre acquistato grande importanza la miticoltura,
diffusissima lungo tutta la costa romagnola con impianti di tipo semiflottante.
Questi prevedono l'allevamento dei mitili in "calze" (tubi
di rete plastica con fori adeguati alla taglia del mitilo) appese
a filari (corde ancorate a grossi massi di cemento armato; tenute
a 5 metri di profondità da boe).
COSA
C'E' SOTTO LE BOE ? La
maggior parte delle piccole boe e "bandierine" sparse entro
le tre miglia dalla costa segnalano la presenza di attrezzi da pesca
fissi, quali reti, nasse e cogolli, cestini, tutti posti sul fondo.
Con le nasse e i cogolli si pescano le seppie, con i cestini i lumachini.
Questi attrezzi sfruttano le "abitudini" dei molluschi,
infatti le seppie cercano tane e supporti per deporre le uova, mentre
i lumachini vengono attratti da esche.
PESCE
DELL'ADRIATICO, perchè seglierlo Le
sogliole, le triglie, le canocchie, i suri, i cefali, le mazzole o
testole, gli scampi, le cozze, le vongole e in special modo, il
pesce azzurro: sardine, acciughe, spratto (saraghina), sgombro,
tonno, lanzardi, aguglie, ecc... oltre ad essere la prima risorsa
del nostro mare, rappresentano un alimento sano di elevato valore
biologico. Le sue proteine sono equivalenti a quelle delle carni bovine
con il vantaggio che sono più digeribili. Nei grassi del pesce
azzurro, ritenuto erroneamente "troppo grasso" si trova
un'ottima fonte di omega 3, il cosiddetto "grasso buono",
prezioso per lo sviluppo ma anche per la prevenzione di numerose malattie.
200/300 grammi di pesce azzurro la settimana garantiscono un apporto
equilibrato di omega 3. In più il sapore delicato e gradevole,
il prezzo contenuto, la possibilità di trovarlo fresco tutto
l'anno, lo rendono un'ottima scelta per la tutela della nostra salute.
COME
SCEGLIERLO Fare
sempre attenzione alle seguenti caratteristiche dei prodotti. Per
quanto riguarda il pesce:
-
La
pelle deve avere una colorazione viva e cangiante;
-
Il
muco della pelle deve essere acquoso e trasparente;
-
L'occhio
deve essere convesso (cioè sporgente) con pupilla brillante;
-
Le
branchie devono essere di colore vivo e senza muco;
-
La
carne deve essere soda ed elastica.
Per
quanto riguarda i molluschi bivalvi (vongole, cozze, canestrini, ecc...),
invece, devono sempre essere venduti vivi con le seguenti caratteristiche:
QUANDO
SCEGLIERLO Tutto l'anno. In autunno ci sono delle ottime saraghine,
triglie, sogliole, moli, mazzole e seppiolini. In inverno ci sono
le alici e le anguille dei vivai, i cefali, i bianchetti e le canocchie.
In primavera gli sgombri, le seppie, le mazzole e il palombo. In estate
c'è il fermo pesca per le imbarcazioni a strascico, è
il periodo in cui il mare "riposa" per garantire la crescita
dei pesci. E' il momento giusto per apprezzare le speci dei nostri
allevamenti e altri tipi di pesce come le seppie, i lumachini di mere,
ecc... Tutti i molluschi allevati o pescati sono controllati sia a
livello ufficiale che dagli stessi operatori per offrire una maggiore
garanzia igienico-sanitaria a tutela dei consumatori.
e
per finire....LA RICETTA
BRODETTO
DEL PESCATORE
Ingredienti
per 6 persone 2 Kg. di pesce (cefali, triglie, sogliole,
palombi, scorfani, pesci S.Pietro, canocchie e seppie), aglio, olio,
salsa, aceto o vino bianco.
Procedimento:
fate soffriggere in una pentola larga e bassa 4 o 5 spicchi d'aglio,
che poi eliminerete, in un bicchiere d'olio. Unite quindi 250 gr.
di salsa di pomodoro, sale, pepe e 1/2 bicchiere di aceto forte o
di vino bianco secco. Quando l'aceto o il vino bianco saranno quasi
completamente evaporati unite il pesce, acqua in quantità tale
da ricoprirlo e una abbondante manciata di prezzemolo tritato, sale
e pepe. Ricordate di sistemare nel fondo della pentola prima i pesci
più duri da cuocere, come le seppie e le canocchie, e mano
a mano gli altri. Fate cuocere a fuoco basso senza coperchio per circa
30 minuti. Lasciate riposare il brodetto qualche minuto, poi servitelo
con crostini di pane abbrustoliti o fritti.