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Zac

ALBERTO ZACCHERONI

Ha allenato le giovanili del Cesenatico nel 1982, e dal 1983 al 1985 la prima squadra.

 

 

Pier Foschi con la maglia della DINAMO ROCK

PIER FOSCHI

batterista

 

 

 

 

MATTIA GRAFFIEDI

calciatore

 

 

Lugaresi il benzinaio

Tiziano Lugaresi è diventato una star, o quasi. E' bastato mettere online le telefonate che il benzinaio di Cesenatico ha realizzato per segnalare alla segreteria telefonica della ditta che il distributore self service o "scielf", come lo chiama lui, non funzionava a dovere: "Tenere un impianto acceso tutta la notte per fare cosa, per pagare delle bollette della luce?". La ditta però non ha provveduto a riparare l'inconviente e quindi Lugaresi ha effettuato altre chiamate riempiendo di insulti e di parolacce i suoi fornitori. Le rabbiose sfuriate del benzinaio sono presto diventate un cult della Rete, hanno fatto il giro dell'Italia e del mondo, deventando persino brani rap per le discoteche della Riviera adriatica. L'uomo è stato intervistato dalle TV nazionali e molti sono andati da lui a chiedere l'autografo, insomma un tripudio tanto che a lui è stato attribuito anche il premio di Telefono Blu come personaggio che più ha caratterizzato l'estate 2005.

Giorgio Ghezzi
(da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

(Cesenatico 10 luglio 1930 – 12 dicembre 1990) è stato un giocatore di calcio italiano nel ruolo di portiere.
Giovenissimo, a soli 18 anni, ha giocato nel Rimini in Serie C, prima di passare al Modena nel 1949, con cui ha militato due stagioni per un totale di 62 gare]].
Ha esordito in Serie A con l’Inter, nel campionato 1951-52, il 21 ottobre contro il Legnano, diventando presto il titolare, vincendo i due storici scudetti del 1952-53 e 1953-54. Per le sue uscite spericolate si guadagnò ben presto il soprannome di “kamikaze”.
L’11 aprile 1954 esordisce in maglia azzurra con la Francia e disputa la Coppa del Mondo del 1954, dopo la quale è sostituito dallo juventino Giovanni Viola.
Gioca ancora due gare in azzurro nel 1956 prima di passare al Genoa per una stagione, nel 1958-59, dove sarà poi sostituito da Lorenzo Buffon. La sua vita, anche privata, si incrocerà spesso con l’altro grande portiere del suo tempo, che, come lui, ha giocato in Inter, Milan e Genoa.
Nel 1959 sarà lui stesso a passare al Milan con cui raccoglierà altri grandi successi: oltre alla sua sesta e ultima gara in azzurro del 1961 ci saranno il campionato 1961-62 e la successiva vittoria nella finale di Coppa dei Campioni, la prima conquistata da una squadra italiana, contro il Benfica di Eusebio.
Ghezzi si ritirò a 35 anni, nel 1965, dopo 341 presenze in massima serie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RIMARRA' SEMPRE IL NOSTRO CAMPIONE

scarica posterMARCO PANTANI - soprannominato il Pirata (Cesena, 13 gennaio 1970 – Rimini, 14 febbraio 2004) è stato uno dei migliori scalatori di sempre al mondo, nonché un formidabile atleta per corse a tappe.
Raggiunse il vertice della carriera nel 1998, quando riuscì a vincere sia il Tour de France che il Giro d'Italia, un'accoppiata riuscita solo a pochi grandi campioni. La bandana che spesso indossava e il suo modo di attaccare gli avversari sulle salite gli valsero il soprannome di Il Pirata.
La sua carriera subì un brusco (quanto drammatico) stop durante il Giro del 1999 quando, dopo la tappa di Madonna di Campiglio, un'analisi del sangue rivelò un livello troppo alto di ematocrito, che lo portò immediatamente all'esclusione dalla gara.

Biografia:


Alto 172 cm, per 54 kg di peso, Pantani era il classico grimpeur.

La sua esplosione come ciclista avvenne al Giro del 1994 con le vittorie di tappa di Merano e Aprica con il famigerato Mortirolo e con il secondo posto in classifica generale. Al suo debutto nel Tour del 1994 finì terzo in classifica generale, senza però riportare alcun successo di tappa.

L'anno successivo sempre al Tour i primi successi di tappa nella leggendaria Alpe d'Huez e nella tappa pirenaica di Guzet Neige. Proprio quando sembrava pronto a costruire una formidabile carriera, Pantani venne coinvolto in una terribile collisione con un'automobile durante la Milano-Torino, che gli costò la frattura in due punti di una gamba e la prospettiva di una prematura fine agonistica.

Pantani ritornò a correre nel 1997, ma subì un nuovo incidente al Giro d'Italia, a causa dell'attraversamento di un gatto al passaggio del gruppo, che lo costrinse al ritiro. Questa volta recuperò velocemente e ritornò in azione al Tour dello stesso anno, dove lottò a lungo per la maglia gialla, riportando altri due successi parziali ancora all'Alpe d'Huez (dove stabilì il record di scalata) e a Morzine. Grazie alla sua conformazione fisica e alla sua abilità unica, Pantani era virtualmente imbattibile sulle salite delle Alpi e dei Pirenei, ma il più robusto e potente Jan Ullrich mostrò la sua determinazione e riuscì a limitare il tempo perso nei confronti di Pantani nel corso di alcune battaglie titaniche. Ullrich fu in grado di recuperare lo svantaggio nelle tappe a cronometro, per le quali era più tagliato, riuscendo a portare la maglia gialla fino a Parigi, mentre Pantani si piazzò al terzo posto della classifica finale.

Anche se la sua conformazione gli dava un significativo vantaggio in montagna, limitava le sue prestazioni nelle gare contro il tempo. Finché uomini come Ullrich riuscivano a stare vicini a Pantani durante le tappe di montagna, sarebbero stati in grado di recuperare le sconfitte nelle tappe a cronometro.

Proprio per le sue doti di grimpeur dal 2004 il Giro d'Italia assegna ogni anno ad una salita (la più "rappresentativa") il titolo Montagna Pantani, onore dato fino allora solo al Campionissimo Fausto Coppi con la Cima Coppi, il punto più elevato attraversato dal Giro. Nel 2004 la salita è stata il Mortirolo, nel 2005 il Passo delle Erbe, nel 2006 di nuovo il Mortirolo.


Nel Tour del 1998 Pantani fu finalmente in grado di spezzare il risoluto e indistruttibile Ullrich, battendolo di quasi nove minuti nella sensazionale tappa di montagna conclusa a Les-Deux-Alpes. Anche se Ullrich mostrò il suo carattere andando all'attacco nella tappa successiva, il danno era ormai stato fatto e Pantani divenne il primo italiano a vincere il Tour dopo Felice Gimondi nel 1965 ed è tuttora l'ultimo corridore ad aver centrato nello stesso anno la doppietta Giro-Tour, riuscita finora solo ad altri sei ciclisti: Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain.

La sua vittoria fu ancor più notevole, perché per molti anni il Tour era stato dominato da passisti molto forti nelle prove a cronometro come Miguel Indurain, Jan Ullrich e Bjarne Riis. Era dai tempi di Lucien van Impe che uno scalatore "puro" non vinceva, e il suo trionfo fece risorgere la leggenda dello specialista della montagna che volava sulle salite più ripide come se fosse fatto d'aria.

Marco Pantani si era messo in mostra spettacolarmente anche al Giro d'Italia, dove il grande numero di tappe di montagna favorì il suo stile unico. Confrontato dalle sfide portate da altri specialisti della lotta contro il tempo, come Alex Zuelle e Pavel Tonkov, Pantani attaccò ripetutamente sulle montagne e fu in grado di guadagnarsi un margine abbastanza grande da compensare la sua debolezza a cronometro, portandogli la vittoria finale e numerosi successi di tappa.


Le cose cambiarono per Pantani durante il Giro del 1999: quando era al comando con parecchi minuti sul secondo in classifica venne escluso dalla gara (che fu poi vinta da Ivan Gotti) per un livello troppo alto di globuli rossi. L'Italia restò scioccata di fronte a questa notizia. Il Pirata, accerchiato da giornalisti quando stava per lasciare la corsa, dirà:

«Mi sono rialzato dopo tanti infortuni e sono tornato a correre... Questa volta però abbiamo toccato il fondo... Rialzarsi sarà per me molto difficile.»

Probabilmente per il ciclista di Cesenatico quella sarebbe stata la tappa della consacrazione, vista la planimetria a lui congeniale: partenza da Madonna di Campiglio, arrivo all'Aprica, dopo la scalata del Mortirolo e oltre 50 km di salita. Tappa che fu poi vinta dall'iberico Heras. Nella stessa, per profonda stima Paolo Savoldelli, nonostante fosse subentrato a Pantani al primo posto in classifica del Giro, rifiutò di mettere la maglia rosa, simbolo del primato, con ampio rischio di squalifica. La squadra del Pirata - "Mercatone Uno" - si ritirò insieme al proprio capitano dalla corsa rosa. Il valore di ematocrito riscontrato a Pantani fu del 52%, contro il 50% che è il massimo valore consentito dai regolamenti internazionali, oltre al margine di tolleranza dell'1%. Dopo due ore dall'esclusione Pantani si era sottoposto di sua iniziativa a un nuovo controllo del sangue, risultando in regola, con ematocrito dentro i parametri stabiliti.

Pantani partecipò al Tour de France del 2000. Anche se fuori dalla lotta per gran parte della corsa, Pantani mostrò un lampo del suo talento e della sua determinazione quando si confrontò in una lotta pedale contro pedale con l'apparentemente invincibile Lance Armstrong, sulla terribile salita del Mont Ventoux. Una tappa memorabile, con un'incredibile cornice di pubblico sulla salita del "monte calvo": Pantani perse inizialmente terreno per poi recuperare e staccare addirittura Armstrong. L'americano poi lo riagguantò, ma avendo speso troppo per riprenderlo, non riuscì a vincere la tappa. Successivamente, Armstrong, durante un'intervista dichiarò indegnamente d'aver lasciato la vittoria al Pirata. Ma questa vittoria "regalata" non andò giù a Pantani: decise allora di attaccare il suo avversario nella durissima tappa di Courchevel. Altra tappa incredibile: piano piano Pantani recuperò i fuggitivi e andò a vincere in solitaria, staccando Armstrong. Fu questa bellissima vittoria l'ultima gemma della sua carriera. Gli ultimi lampi di classe del Pirata furono durante le tappe del Monte Zoncolan e della Cascata del Toce, dove, in località Canza, fece il suo ultimo scatto a 3 chilometri dall'arrivo, al Giro d'Italia 2003 dove lottò spalla a spalla con i migliori classificandosi quattordicesimo.

Nonostante le accuse di doping, Pantani rimase popolare tra i suoi ammiratori, che preferivano pensare al grande scalatore del passato, ai suoi attacchi esplosivi sulle montagne che rendevano eccitante la corsa.

Nel giugno 2003 Pantani entrò in una clinica del Nord Italia per curarsi dalla depressione di cui da tempo soffriva, assottigliando le possibilità di rivederlo gareggiare in una grande competizione.


Il 14 febbraio 2004, Marco Pantani venne trovato morto in un residence di Rimini. L'autopsia rivelò che la morte fu causata da un arresto cardiaco, conseguente ad un'overdose di cocaina.

L'autopsia sul midollo spinale, i cui esiti furono divulgati molti mesi dopo la morte, esclusero in maniera categorica l'uso di sostanze dopanti atte a modificare le prestazioni sportive per un lunghissimo lasso di tempo che precedette la tragica morte.


Palmarès
1994
1° Classifica finale a squadre al Giro d'Italia
1° Classifica Finale Giovani/Maglia Bianca al Tour de France
2° al Giro d'Italia (con 2 vittorie di tappa)
3° al Tour de France
1995
1 tappa al Giro della Svizzera
1° Classifica Finale Giovani/Maglia Bianca al Tour de France
2 tappe al Tour de France
3° posto al campionato del Mondo
1997
1° Eliminazione Circuito di Bologna
1° Classifica Finale Circuito di Bologna
1° Rominger Classic
1° Criterium di Pijnacker
1° Due ruote per Carpi
3° al Tour de France (con 2 vittorie di tappa)
1998
1 Tappa alla Vuelta a Murcia
1° Classifica GP della Montagna alla Vuelta a Murcia
1° Criterium di Bologna
1° nella prima prova "Attraverso Losanna"
1° nella seconda prova "Attraverso Losanna"
1° Classifica finale "Attraverso Losanna"
1° Ole Ritter Classic
1° Criterium di Surhuisterveen
1° Criterium di Chateaulin
1° Criterium di L'Aquila
1° Criterium Luxemburgo
1° Rominger Classic
1° Classifica Finale Criterium Comunidad de Valencia (1° nell'inseguimento a squadre)
1° al Giro d'Italia (con 2 vittorie di tappa)
1° Classifica Finale GP della Montagna al Giro d'Italia
1° Premio Azzurra d'Italia
1° al Tour de France (con 2 vittorie di tappa)
Plurivittorioso tra i professionisti italiani con 19 vittorie
Plurivittorioso tra i professionisti nel mondo con 19 vittorie ex-equo con Erik Zabel
1999
1° alla Vuelta a Murcia (con 1 vittoria di tappa)
1° Classifica Gp Montagna alla Vuela a MUrcia
1 tappa alla Settimana Catalana
1 Classifica Finale Coppa Italia a Squadre
4 tappe al Giro d'Italia (squalificato mentre era in testa alla classifica generale)
2000
1° Criterium di Stiphout
1° Criterium "Acht"van Chaam
2 tappe al Tour de France

Squadre
1992 Carrera Tassoni
1993 Carrera Tassoni
1994 Carrera Tassoni
1995 Carrera Tassoni Sportdit
1996 Carrera Blue Jeans Longoni
1997 Mercatone Uno Wega Girmi Magniflex
1998 Mercatone Uno Bianchi Girmi
1999 Mercatone Uno Bianchi Albacom
2000 Mercatone Uno Albacom
2001 Mercatone Uno Stream Tv Wega
2002 Mercatone Uno
2003 Mercatone Uno Scanavino Valentini

Le biciclette utilizzate
Carrera (1992/1996)
Wilier Triestina (1997)
Bianchi (1998/2001)
Wilier Triestina (2002)
Carrera (2003)

I suoi record
Tra gli altri detiene i record nelle seguenti scalate:

Mortirolo al Giro d'Italia 1994
Alpe d'Huez al Tour de France 1995

Bibliografia
Beppe Conti, Marco Pantani. Una vita da Pirata (Sperling & Kupfer, 2004)
Manuela Ronchi, Gianfranco Josti, Un uomo in fuga. La vera storia di Marco Pantani (Rizzoli, 2004, ISBN 88-17-00367-0)
Pier Bergonzi, Davide Cassani, Ivan Zazzaroni, Pantani, un eroe tragico (Mondadori, 2005)
Salima Barzanti, Marco Pantani mito e tragedia. (I libri di Pipinè 2006)
Stefano Fiori, Pantani vive (2004)
Andrea Rossini, Ultimo chilometro (I libri del Corriere Romagna 2004)

aggiornato al 20 02 2007

FONDAZIONE O.N.L.U.S.

115 foto di un mito

 

 

MARINO MORETTI (Cesenatico, 1885 – Cesenatico, 1979) è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo italiano. Fu romanziere, novelliere, drammaturgo e memorialista oltre che, fondamentalmente, poeta crepuscolare.

Biografia


Nato a Cesenatico, Moretti si trasferì nel 1902 a Firenze dove - interrotti gli studi classici - iniziò a frequentare la scuola di recitazione di Luigi Rasi del quale divenne in seguito segretario collaboratore alla compilazione di un Dizionario dei comici italiani.
In questa sede egli strinse amicizia con Aldo Palazzeschi, altro allievo della scuola.


Moretti collaborò quindi attivamente a numerosi periodici e giornali a partire dal 1922 e soprattutto alla pagina letteraria del Corriere della sera.


Dichiaratosi contrario al fascismo firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce anche se non partecipò attivamente alla vita politica rimanendo sempre appartato tra Firenze e la città natale.


A parte i versi della giovanissima età, 1903, intitolati Poema di un'armonia e La sorgente della pace, Moretti esordì pubblicamente come poeta con Fraternità, edita a Torino dalla casa editrice Remo Sandron nel 1905 che venne recensita da Palazzeschi mentre Moretti recensiva I cavalli bianchi dell'amico.

Nel 1908 fecero seguito i poemetti de La serenata delle zanzare e in seguito i tre libri che comprendono la sua vena poetica più significativa: Poesie scritte col lapis del 1910, Poesie di tutti i giorni del 1911 e Il giardino dei frutti del 1916.
Nel 1913 il poeta aveva pubblicato dei poemetti per l'infanzia sul "Giornalino della Domenica" di Vamba, in seguito pubblicati a Roma, dalla Tipografia Ed. Nazionale con il titolo Poemetti di Marino che però, pur avendo il medesimo tono, risultarono di minore importanza.


Dopo il 1914 l'attività poetica di Moretti rimane per lungo tempo episodica e privata, mentre continua quella del narratore di vicende semplici ambientate in un ristretto centro di provincia popolato da personaggi rinunciatari.
L'antologia curata dal poeta per Treves, Poesie 1905-1914, è simile ad un congedo poetico.


Ma nella tarda età, Moretti ritorna con impeto alla poesia, dapprima con Diario senza le date edito nel 1965, in seguito con L'ultima estate del 1969, Tre anni e un giorno del 1971, Le poverazze. Diario a due voci del 1973 e per ultimo la riedizione con l'aggiunta di nuovo materiale del Diario senza date nel 1974.


Al convegno di Cesenatico del 1975 per il novantesimo compleanno dello scrittore si assistette ad un aumento d'interesse per la sua opera.
Gli Atti del Convegno, con interventi di Gianfranco Contini, Geno Pampaloni e Luciano Anceschi, uscirono nel 1977 a Milano dal Saggiatore.


La poesia di Moretti è tipicamente crepuscolare e, nel corso del tempo, non ha subito grandi contrasti.
Tipico rappresentante di un modo di vedere la vita nelle sue semplici cose senza tempo, ripiegandosi su sé stesso e lasciandosi andare, Moretti, forse più dei suoi compagni crepuscolari,sente lo sfaldarsi del personaggio e il terrore nascosto del tempo che passa.
La sua è una poesia che nasce dal contrasto fra le cose e i sentimenti, fra il mondo esterno e il mondo interno.
Nella poesia intitolata "Cesena" tutti i temi crepuscolari sono presenti, soprattutto la posizione nei confronti del tempo, delle cose che ti circondano e del passato che non si riconosce:"Piove.É mercoledì. Sono a Cesena/ospite della mia sorella sposa,/sposa da sei, da sette mesi appena.../Piove.É mercoledì. Sono a Cesena,/sono a Cesena e mia sorella è qui,/tutta d'un uomo ch'io conosco appena,//tra nuove gente, nuove cure, nuove/tristezze, e a me così parla, così/senza dolcezza, mentre piove:/"la mamma nostra t'avrà detto che.../E poi si vede, ora si vede e come!.../Sì, sono incinta...Troppo presto, ahimè!.../Sai che non voglio balia? che ho speranza/d'allattarlo da me? Cerchiamo un nome.../Ho fortuna:è una buona gravidanza.../Ancora parli, ancora parli; e guardi/le cose intorno. Piove. S'avvicina/l'ombra grigiastra. Suona l'ora. É tardi.//E l'anno scorso eri così bambina!"

Moretti va inoltre ricordato, oltre che per le poesie del periodo giovanile, per quelle della maturità e della vecchiaia nelle quali, come dice Carlo Bo, il poeta si è sciolto maggiormente "annullando quelli che erano gli schemi iniziali riconducibili alla lezione crepuscolare e impostando la sua nuova lettura dentro il registro dell'ironia e di una filosofia dolorosa e quasi crudele".


Moretti concepisce il romanzo o la novella come lo svolgimento di un tema semplice senza necessità di alcuna architettura al quale sia sufficiente l'alternarsi dei chiaroscuri per darne il giusto risalto.
Ma, ad un certo punto della sua carriera, dopo "La vedova fioravanti" del 1941, lo scrittore giunge ad una maggiore complessità di temi narrativi e ad una maggiore scioltezza formale.
Lo stile diventa più analitico e complesso e le emozioni, più sommesse, comprendono pause riflessive venate da una intonazione ironica.
Lo scrittore inizia a servirsi del materiale dei ricordi e lo intreccia a motivi fantastici, combinando e contaminando le forme narrative con quelle del saggio o della divagazione lirica.


Eppure, malgrado la sua vastissima e altrettanto valida produzione narrativa, sia il pubblico che la critica, ieri come oggi, non ha mai dato il giusto rilievo al suo lavoro di prosatore, nella convinzione che Moretti sia un autore facile e fin troppo alla buona. E questo non è.

Opere
Il poema di un'armonia, Ducci, Firenze 1903
La sorgente della pace, Ducci, Firenze, 1903
Fraternità, Sandron, Palermo 1905
La serenata delle zanzare,Streglio, Torino 1908
Poesie scritte col lapis, Ricciardi, Napoli 1910
Poesie di tutti i giorni (1910-1911),Ricciardi, Napoli 1911
Poemetti di Marino, Tipografia Edizione Nazionale, Roma 1913
Il giardino dei frutti, Ricciardi Napoli 1916
Poesie (1905-1915),Treves, Milano 1919
L'ultima estate (1965-1968),Mondadori, Milano 1969
Tre anni e un giorno (1967-1968), Mondadori, Milano 1971
Le poverazze (1968-1972),Mondadori, Milano 1973
Diario a due voci, Mondadori, Milano 1973
Diario senza le date, Mondadori, Milano 1974
Poesie scritte col lapis, Palomar, Bari 2002

Narrativa e prose varie
Il paese degli equivoci, Sandron, Palermo 1907
Sentimento, Sandron, Palermo 1908
I lestofanti, Sandron, Palermo 1909
Ah,Ah,Ah!, Palermo 1910
I pesci fuor d'acqua, Milano 1914
Il sole del sabato, Treves, Milano 1916
La bandiera alla finestra, Milano 1917
Guenda, Milano 1918
Conoscere il mondo, Milano 1919
Adamo ed Eva, Milano 1919
Personaggi secondari, Milano 1920
Una settimana in Paradiso, Milano 1920
Cinque novelle, Roma 1920
La voce di Dio, Milano 1920
L'isola dell'amore, Milano 1920
Né bella né brutta, Milano 1921
I due fanciulli, Milano 1922
I puri di cuore, Milano 1923
Mia madre, Milano 1923
Il romanzo della mamma, Milano 1924
La vera grandezza, Milano 1926
Il segno della Croce, Milano 1926
Le capinere, Milano 1926
Allegretto quasi allegro, Milano 1927
Il trono dei poveri, Milano 1927
Il tempo felice, Milano 1929
La casa del Santo sangue, Milano 1930
Via Laura, Milano 1931
Sorprese del buon Dio, Milano 1931
Fantasie olandesi, Milno 1933
L'Andreana, Milano 1935
Parole e musica, Firenze 1936
Novelle per Urbino, Urbino 1937
Anna degli elefanti, Milano 1937
Scrivere non è necessario, Milano 1937
Pane in desco, Brescia 1939
La vedova Fioravanti, Brescia 1941
L'odore del pane, Brescia 1942
Cento novelle, Torino 1942
I coniugi Allori, Milano 1946
Il fuoco verde, Milano 1947
Il pudore, Milano 1950
I grilli di Pazzo Pazzi, Milano 1951
Il tempo migliore, Milano 1953
Uomini soli, Milano 1954
Doctor Mellifluus, Milano 1954
La camera degli sposi, Milano 1958
Il libro dei miei amici, Milano 1960

Teatro
Leonardo da Vinci, Milano 1909
Gli Allighieri, Milano 1910
Frate sole, Milano 1911
L'isola dell'amore, in "Rassegna italiana" aprile-maggio 1924

 

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